Tipo di corso
Accesso
Durata
Sede
Lingue
Struttura di riferimento
Info
Prof. Rosario Rossi
cl_tecnichefisiopatologia@unimore.it
Dr.ssa Antonella Lattanzi
antonella.lattanzi@unimore.it
tel 059 422 5976
Piano di studi
Ulteriori informazioni
Bandi, graduatorie e avvisi
Requisiti di accesso e modalità di ammissione
Possono essere ammessi al CdS i candidati che siano in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo.
L'accesso al Corso avviene previo superamento di apposita prova secondo quanto previsto dalla normativa vigente relativa ai corsi di laurea delle professioni sanitarie a numero programmato a livello nazionale (Legge 264/99) e dal relativo bando emanato da UNIMORE.
Le conoscenze richieste per l'accesso sono verificate con il raggiungimento di un punteggio minimo nella prova di ammissione pari a 20 punti, come previsto dal Decreto Ministeriale 5 febbraio 2014, n. 85.
I candidati che non raggiungono tale punteggio dovranno colmare le proprie lacune attraverso obblighi formativi aggiuntivi (OFA) da recuperare attraverso la frequenza a corsi di recupero opportunamente indicati dal CdS.
Profilo e sbocchi occupazionali
Le competenze che vengono fornite ai nostri studenti consentono loro di avere un ampio spettro di possibilità lavorative che vanno dalla perfusione alla assistenza diretta del medico nelle più specialistiche terapie invasive e non, sia emodinamiche che elettrofisiologiche. Inoltre interessante è la possibilità di svolgere funzioni di consulenza per le industrie biomediche e la collaborazione con le più importanti ditte di impronta cardiologica. Si sta sviluppando competenze idonee a formare professionisti con funzioni altamente specialistiche come il monitoraggio remoto.I laureati del CdL in Tecniche della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare sono operatori delle professioni sanitarie, che svolgono con autonomia professionale, attività tecnico assistenziale secondo la normativa vigente. Devono essere dotati di una: - adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da consentire loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi che sono alla base dei processi fisiopatologici - conoscenza delle principali norme che regolano l’esercizio della professione e le implicazioni medico-legali ad essa riferite;- capacità di stabilire rapporti di collaborazione efficaci e deontologicamente corretti con utenti e altre figure professionali nell’ambito di una equipe assistenziale ove si richieda la propria competenza professionale. In particolare gli sbocchi professionali previsti sono :
-Tecnico di Cardiologia non invasiva
- Tecnico di Emodinamica
- Tecnico di elettrofisiologia
- Tecnico di Circolazione Extracorporea
- Tecnico di Assistenza Meccanica Cardiorespiratoria (ECMO)
Le competenze che vengono fornite ai nostri studenti consentono loro di avere un ampio spettro di possibilità lavorative che vanno dalla perfusione alla assistenza diretta del medico nelle più specialistiche terapie invasive e non, sia emodinamiche che elettrofisiologiche. Inoltre interessante è la possibilità di svolgere funzioni di consulenza per le industrie biomediche e la collaborazione con le più importanti ditte di impronta cardiologica. Si sta sviluppando competenze idonee a formare professionisti con funzioni altamente specialistiche come il monitoraggio remoto.I laureati del CdL in Tecniche della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare sono operatori delle professioni sanitarie, che svolgono con autonomia professionale, attività tecnico assistenziale secondo la normativa vigente. Devono essere dotati di una: - adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da consentire loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi che sono alla base dei processi fisiopatologici - conoscenza delle principali norme che regolano l’esercizio della professione e le implicazioni medico-legali ad essa riferite;- capacità di stabilire rapporti di collaborazione efficaci e deontologicamente corretti con utenti e altre figure professionali nell’ambito di una equipe assistenziale ove si richieda la propria competenza professionale. Il laureato in Tecniche della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e
Perfusione Cardiovascolare al termine del percorso triennale deve essere in grado di avere competenze in tutte le attività sia della cardiologia invasiva e non.
Nell'ambito della professione sanitaria di tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e
perfusione cardiovascolare, i laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste
dal D. M. del Ministero della Sanità 27 Luglio 1998, n. 316 e successive modifiche ed integrazioni.
Provvedono alla conduzione e manutenzione delle apparecchiature relative alle tecniche
diagnostiche cardiologiche incruente, alle tecniche di circolazione extracorporea e a quelle di
emodinamica. Particolare rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione
professionale, riveste l'attività formativa pratica e di tirocinio clinico, svolta con la supervisione e
la guida di tutor professionali appositamente assegnati, coordinata da un docente appartenente al
più elevato livello formativo previsto per il profilo professionale. Le loro mansioni sono
esclusivamente di natura tecnica, coadiuvando il personale medico negli ambienti idonei, fornendo
indicazioni essenziali ed utilizzando, sempre sotto indicazione medica, apparecchiature finalizzate
alla diagnostica cardiovascolare o vicarianti le funzioni cardiocircolatorie.In particolare gli sbocchi professionali previsti sono :
-in ambito cardiochirurgico nella conduzione della circolazione extracorporea
- in ambito oncologico per la diagnostica ed il trattamento antiblastico distrettuale,
- in ambito della riabilitazione cardiologica
- in ambito cardiologico in centri di emodinamica , elettrofisiologia e tutti gli ambulatori della cardiologia non invasiva,
-in ambito territoriale per la diagnostica strumentale con l’ausilio della telemedicina,
- nelle industrie di produzione e di agenzie di vendita operanti nel settore, nei laboratori di ricerca universitaria ed extrauniversitaria nel settore biomedico.
Possono svolgere altresì attività di studio e ricerca, di didattica e di supporto in tutti gli ambiti in cui è richiesta la
specifica professionalità.Effettuare i test per la valutazione della funzionalità ardiorespiratoria (spirometria)
- Gestire i sistemi computerizzati per la trasmissione e gestione degli esami cardiologici
- Gestire l'esecuzione tecnica dell'esame ecocardiografico completo di valutazione quantitative ed
ecoflussimetriche del sistema cardiaco e/o vascolare
- Eseguire il controllo strumentale del paziente portatore di dispositivi di pacemaker e
defibrillatrore automatico impiantabile.
- Eseguire procedure di diagnostica strumentale in ambulatorio e/o con ausilio della telemedicina e
degli strumenti di telemetria cardiaca
- Gestire l'assistenza cardiocircolatoria e respiratoria
- Utilizzare le metodiche extracorporee normotermiche e ipertermiche per terapia antiblastica,
pelvica, peritoneale, toracica, arti e fegato.
- Applicare protocolli per la preservazione di organo e gestione del trasporto
- Applicare le tecniche di dialisi extracorporea
- Gestire le metodiche intraoperatorie di plasmaferesi intraoperatoria, preparazione del gel piastrinico trinico e colla di fibrina
- Provvedere alla conduzione e manutenzione delle apparecchiature relative alle tecniche di
circolazione extracorporea e alle tecniche di emodinamica e di cardiologia non invasiva;
- Gestire le apparecchiature dell'elettrocardiografia, dell'elettrocardiografia da sforzo,
dell'elettrocardiografia dinamica (holter) e dei sistemi di memorizzazione degli eventi di bradi-tachiaritmie.
- Garantire la corretta applicazione delle tecniche di supporto richieste
- Garantire la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostiche e terapeutiche richieste - Gestire
autonomamente la metodica di circolazione extracorporea e l'emodinamica del paziente procurata
artificialmente dalla macchina cuore-polmone
- Garantire l'ossigenazione del sangue e la perfusione sistemica.
- Applicare le tecniche di protezione cerebrale negli interventi che interessano i vasi cerebrali
- Documentare sulla cartella clinica i dati relativi alla circolazione extracorporea
- Prendere decisioni coerenti con le dimensioni legali, etiche e deontologiche che regolano la
organizzazione sanitaria e la responsabilità professionale;
- Partecipare all'elaborazione di linee guida da applicare alle procedure messe in atto nel rispetto
del principio di qualità-sicurezza (clinical risk management)
- Utilizzare strumenti e metodologie di valutazione e revisione della qualità;
- Assicurare ai pazienti ed alle persone significative, le informazioni di sua competenza, rilevanti e
aggiornate sul loro stato di salute;
- Collaborare ad attività di docenza, tutorato sia nella formazione di base che permanente -
Riconoscere e rispettare il ruolo e le competenze proprie e degli altri operatori dell'equipe
assistenziale, stabilendo relazioni collaborative;
- Interagire e collaborare attivamente con equipe interprofessionali;
- Realizzare interventi di educazione alla salute rivolti alle persone sane e interventi di prevenzione
Le competenze che vengono fornite ai nostri studenti consentono loro di avere un ampio spettro di possibilità lavorative che vanno dalla perfusione alla assistenza diretta del medico nelle più specialistiche terapie invasive e non, sia emodinamiche che elettrofisiologiche. Inoltre interessante è la possibilità di svolgere funzioni di consulenza per le industrie biomediche e la collaborazione con le più importanti ditte di impronta cardiologica. Si sta sviluppando competenze idonee a formare professionisti con funzioni altamente specialistiche come il monitoraggio remoto.I laureati del CdL in Tecniche della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare sono operatori delle professioni sanitarie, che svolgono con autonomia professionale, attività tecnico assistenziale secondo la normativa vigente. Devono essere dotati di una: - adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da consentire loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi che sono alla base dei processi fisiopatologici - conoscenza delle principali norme che regolano l’esercizio della professione e le implicazioni medico-legali ad essa riferite;- capacità di stabilire rapporti di collaborazione efficaci e deontologicamente corretti con utenti e altre figure professionali nell’ambito di una equipe assistenziale ove si richieda la propria competenza professionale. L’attività professionale può essere svolta in strutture sanitarie pubbliche o private nazionali o internazionali nelle sale operatorie e nei servizi di cardiologia in regime di dipendenza o libero professionale .Interessanti sono anche le offerte di lavoro presso ditte private produttrici di apparecchiature elettromedicali come specialista di prodotto.
Il tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria, e perfusione cardiovascolare opera oltre che
nelle cardiochirurgie, anche in tutte le Cardiologie, nelle U.O. di Emodinamica e di
Elettrofisiologia, nonchè in tutti i laboratori di diagnostica non invasiva. L'impiego di questa figura
nelle strutture cardiologiche Italiane si sta diffondendo sempre più.
A livello
internazionale la figura professionale è già operante, oltre che nelle cardiochirurgie, anche in tutte
le Cardiologie, nelle U.O. di Emodinamica e di Elettrofisiologia, nonchè in tutti i laboratori di
diagnostica non invasiva.
Il Corso secondo i Descrittori di Dublino
Il laureato in Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, mediante attività teoriche e teorico-pratiche, deve dimostrare conoscenze e capacità di comprensione nei seguenti campi:
- scienze biomediche per la comprensione dei processi fisiologici e patologici connessi allo stato di salute e alle malattie cardiovascolari delle persone nelle diverse età della vita, approfondendone gli aspetti diagnostici e terapeutici, con particolare attenzione alle tecniche di competenza;
- scienze etiche, legali e sociologiche per la comprensione della complessità organizzativa del Sistema Sanitario, dell'importanza e dell'utilità di agire in conformità alla normativa e alle direttive nonché al rispetto dei valori e dei dilemmi etici che si presentano via via nella pratica quotidiana; sono finalizzate inoltre a favorire la comprensione dell'autonomia professionale, delle aree di integrazione e di interdipendenza con altri operatori del team di cura;
- scienze igienico-preventive per la comprensione dei determinanti di salute, dei fattori di rischio, delle strategie di prevenzione sia individuali che collettive e degli interventi volti a promuovere la sicurezza degli operatori sanitari e degli utenti, con particolare attenzione alla radioprotezione;
- discipline informatiche e linguistiche con particolare approfondimento della lingua inglese per la comprensione della letteratura scientifica;
- apprendere le basi della metodologia e della ricerca per sviluppare programmi di ricerca applicandone i risultati al fine di migliorare la qualità del trattamento.
I laureati in Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare devono essere in grado di applicare in autonomia le conoscenze e le tecniche operative apprese per l'esercizio della professione . A tal fine, i laureati devono essere in grado di utilizzare le conoscenze acquisite sfruttando sia la capacità di comprensione conseguita dallo studio individuale, sia le conoscenze professionalizzanti derivanti dall'attività di tirocinio.
In particolare i laureati devono deve dimostrare la capacità di:
- sviluppare approcci strategici agli incarichi lavorativi ed utilizzare fonti esperte di informazione;
- impiegare molteplici tecniche consolidate per iniziare ed intraprendere analisi critiche dell'informazione e proporre soluzioni derivanti dalle analisi;
- essere responsabile nel fornire e valutare un'assistenza tecnico sanitaria conforme a standard professionali di qualità e considerare le indicazioni legali e le responsabilità etiche così come i diritti della persona assistita;
- utilizzare tecniche di valutazione per raccogliere dati in modo accurato sui principali problemi di salute degli assistiti;
- valutare i risultati in termini di approccio strategico ;
- valutare i progressi delle tecniche impiegate in collaborazione con il team interdisciplinare;
- facilitare lo sviluppo di un ambiente sicuro per l'assistito;
- svolgere attività di studio, ricerca, didattica
- operare in un'ottica di costante miglioramento della qualità del proprio operato
-contribuire alla crescita e allo sviluppo del proprio ambito professionale
Gli strumenti didattici finalizzati al raggiungimanto della capacità di applicare le conoscenze nell'ambito delle attività caratterizzanti includono attività di laboratorio e di tirocinio sul paziente, la riflessione e la rielaborazione di testi scientifici analizzati singolarmente e/o in gruppo.
Gli strumenti di verifica delle capacità di applicare conoscenza e comprensione sono rappresentati dalle valutazioni periodiche nell'ambito delle attività di tirocinio nonchè dagli esami di profitto del tirocinio, e sono volti a verificare l'acquisizione di abilità manuali e tecnico-operative nelle diverse attività cliniche proprie del profilo professionale
Obiettivi formativi specifici
I laureati del CdL in Tecniche della fisiopatologia cardiocircolatoria e
perfusione cardiovascolare sono operatori delle professioni sanitarie,che svolgono con autonomia professionale,attività tecnico assistenziale secondo la normativa vigente.
Devono essere dotati di una:
- adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da consentire loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi che sono alla base dei processi fisiopatologici
- conoscenza delle principali norme che regolano l'esercizio della professione e le implicazioni medico-legali ad essa riferite;
- capacità di stabilire rapporti di collaborazione efficaci e deontologicamente corretti con utenti, altre figure professionali nell'ambito di una equipe assistenziale ove si richieda la propria competenza professionale.
Il laureato in Tecniche della fisiopatologia cardiocircolatoria e
perfusione cardiovascolare al termine del percorso triennale deve essere in grado di avere competenze in tutte le attività sia della cardiologia invasiva e non sia della cardiochirurgia.
In particolare:
- effettuare i test per la valutazione della funzionalità cardiorespiratoria(spirometria);
- gestire i sistemi computerizzati per la trasmissione e gestione degli esami cardiologici;
- gestire l'esecuzione tecnica dell'esame ecocardiografico completo di valutazione quantitative ed ecoflussimetriche del sistema cardiaco e/o vascolare;
- eseguire il controllo strumentale del paziente portatore di dispositivi di pacemaker e defibrillatrore impiantabile;
- eseguire procedure di diagnostica strumentale in ambulatorioe/o con ausilio della telemedicina e degli strumenti di telemetria cardiaca;
- gestire l'assistenza cardiocircolatoria e respiratoria;
- applicare protocolli per la preservazione di organo e gestione del trasporto;
- gestire le metodiche intraoperatorie di plasmaferesi intraoperatoria, preparazione del gel piastrinico e colla di fibrina;
- provvedere alla conduzione e manutenzione delle apparecchiature relative alle tecniche di circolazione extracorporea e alle tecniche di emodinamica e di cardiologia non invasiva;
- gestire le apparecchiature dell'elettrocardiografia, dell'elettrocardiografia da sforzo, dell'elettrocardiografia dinamica (holter) e dei sistemi di memorizzazione degli eventi di bradi-tachiaritmie;
- garantire la corretta applicazione delle tecniche di supporto richieste ;
- garantire la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostiche e terapeutiche richieste;
- gestire autonomamente la metodica di circolazione extracorporea e l'emodinamica del paziente procurata artificialmente dalla macchina cuore-polmone;
- garantire l'ossigenazione del sangue e la perfusione sistemica;
- applicare le tecniche di protezione cerebrale negli interventi che interessano i vasi cerebrali;
- documentare sulla cartella clinica i dati relativi alla circolazione extracorporea;
- prendere decisioni coerenti con le dimensioni legali, etiche e deontologiche che regolano l' organizzazione sanitaria e la responsabilità professionale;
- partecipare all'elaborazione di linee guida da applicare alle procedure messe in atto nel rispetto del principio di qualità-sicurezza (clinical risk management;
- utilizzare strumenti e metodologie di valutazione e revisione della qualità;
- assicurare ai pazienti le informazioni di sua competenza, rilevanti e aggiornate sul loro stato di salute;
- collaborare ad attività di docenza, tutorato sia nella formazione di base che permanente;
- riconoscere e rispettare il ruolo e le competenze proprie e degli altri operatori dell'equipe assistenziale, stabilendo relazioni collaborative;
- interagire e collaborare attivamente con equipe interprofessionali;
- realizzare interventi di educazione alla salute rivolti alle persone sane e interventi di prevenzione.
Il percorso formativo prevede :
1° anno – finalizzato a fornire le conoscenze biomediche e igienico preventive di base, i fondamenti della disciplina professionale quali requisiti per affrontare la prima esperienza di tirocinio finalizzata all'orientamento dello studente agli ambiti professionali di riferimento e all'acquisizione delle competenze di base.
2° anno – finalizzato all'approfondimento di conoscenze di cardiologia interventistica , diagnostica vascolare, pneumologia, chirurgia generale e toracica,cardiochirurgia pediatrica e dell'adulto . Acquisire le competenze professionali relative alla esecuzione di esami ecocardiografici,test per la valutazione della funzionalità cardiorespiratoria, ed alla conduzione della circolazione extracorporea nell'adulto e nel bambino. Sono previste più esperienze di tirocinio nei contesti in cui lo studente può sperimentare le conoscenze e le tecniche apprese.
3° anno – finalizzato all'approfondimento specialistico ma anche all'acquisizione di conoscenze e metodologie inerenti l'esercizio professionale la capacità di lavorare in team e in contesti organizzativi complessi. Aumentare la rilevanza assegnata all'esperienze di tirocinio che lo studente può sperimentare con supervisione , una propria graduale assunzione di autonomia e responsabilità. Acquisire competenze e metodologie di ricerca scientifica a supporto di elaborazione di dissertazioni.
Il tirocinio professionalizzante, la cui durata e l'attribuzione in CFU aumentano progressivamente nei tre anni, è svolto in contesti in cui lo studente può sperimentare le conoscenze e le tecniche apprese in ogni anno di corso con la supervisione di tutors che preparano gli studenti all'esercizio della professione con responsabilità e autonomia.